giovedì 21 settembre 2017

The Policemen: Primo Capitolo #1

Come avevo già accennato in un altro post, ho deciso di scrivere un racconto/romanzo che si collega ancora alla serie Non posso amarti. Ogni lunedì ci sarà un capitolo nuovo. 20 Settimane. 20 giorni. 20 capitoli. Un conto alla rovescia che unirà ancora una volta Fabio Crespi, Nicole Marchetti, Matteo Abbiati, Vittoria Pucci e Diego Nardelli nelle indagini per ritrovare il piccolo Adriano, figlio di Nicole e Fabio. Riusciranno i nostri eroi a portare in salvo il piccolo? 
Quindi ecco a voi il primo capitolo. 

BUONA LETTURA 

PROLOGO
Fabio
 1 giorno prima


Badare a un bambino di quattro anni non dovrebbe essere difficile, soprattutto se alle spalle hai già anni di pratica. Molto probabilmente a me non sono serviti a molto, visto il modo in cui Adriano mi sta fissando dal basso con fare minaccioso, sotto gli occhi divertiti di quel mentecatto di Matteo che se ne sta comodamente appoggiato allo scaffale del supermercato intento a ingoiare avidamente un pacchetto di patatine, senza cercare di aiutarmi nel dissuadere mio figlio dal voler comprare un kit da Far West, che comprende mille pistole di ogni dimensione. Se torno a casa con questa roba Nicole mi prende a calci.
«Lo voglio!» trilla lui, con la sua vocina stridula.
«No, te l’ho detto, sei troppo piccolo per questi giocattoli» insisto ancora.
«Non sono piccolo, io sono già grande» pesta con rabbia e senza motivo un piede a Matteo.
«Adriano…» lo avviso serio.
Fabio Crespi
«Papà…» ribatte lui, cercando di assumere una posa da mini macho, incrociando le braccia al petto.
Quando si impunta così sembra proprio sua madre. Capriccioso e adorabilmente testardo. Nicole ha trasmesso a nostro figlio il suo caratterino, con la sola differenza che mettere a tacere lui è impossibile, è come cercare di ammorbidire una tigre che non mangia da giorni.
«Ora capisci perché spero che il figlio che porta in grembo Anisha sia femmina?» ridacchia.
«Guarda che con due femmine in giro per casa non so quanto staresti meglio di me» rispondo ammiccando.
Anisha è al settimo mese di gravidanza, e da quando Matteo ha saputo che diventerà padre, sta riempendo la loro casa con tante di quelle cose inutili che so già che non userà mai, proprio come è successo a me e Nicole, che abbiamo comprato e buttato di tutto e di più.
«Papà, chiama subito mamma» ordina, e con la sua manina piccola mi fa cenno di passargli il telefono.
«No, Adriano, ti ho già detto che non compreremo queste cose» dico con tono fermo.
Matteo Abbiati
«Zio?» si rivolge a Matteo con aria seccata.
Fa sempre così quando non ottiene qualcosa da me, si rivolge a lui sperando di convincerlo a metterci una buona parola per farmi cedere. Ma casca sempre male perché Matteo resta sempre sulle sue.
«Furbacchione, non ti comprerò nulla senza il permesso di tuo padre» fa lui sogghignando.
Adriano lo fulmina con lo sguardo e senza pensarci troppo su, spara un pugno secco e preciso in mezzo alle gambe di Matteo e lui si piega in due per il dolore.
Sì, è tutto sua madre, penso cercando di non ridere.
Adriano scappa e corre in mezzo alle corsie, mentre Matteo sta riprendendo fiato per la botta, io corro appresso a quel peperino di mio figlio, urtando più volte alcune persone che brontolano infastidite.
«Adriano, non correre» lo ammonisco senza rallentare la mia corsa.
Adriano ridacchia e la sua risata rimbomba nelle corsie. Va verso l’uscita e mi ritrovo ad alzare la voce per convincerlo a fermarsi. Le porte scorrevoli si aprono e lui esce sul marciapiede gremito di passanti.
«Trasgressivo fino alla fine eh» dice Matteo alle mie spalle.
La parola ‘obbedire’ non è contemplata nel vocabolario di Adriano. Sbuffo e a grandi falcate lo raggiungo. Lui si ferma e mi sorride beffardo. Sono a pochi passi da lui.
Un furgone arriva alle sue spalle e apre lo sportellone. Due braccia lunghe afferrano mio figlio sotto le braccette magre, e lo trascinano dentro.
Il cuore smette di battere. Nessun rumore. Solo quello dello sportellone che sbatte violentemente e il furgone sgomma partendo a razzo.
Che cazzo è successo? Hanno preso mio figlio?
«Adrianoooooo» grido, ma il furgone è già sparito dalla mia visuale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUL QUESTO NUOVO PROGETTO: 


A Lunedì...




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